Buona festa, mamma.

Le mie mani sono uguali alle sue. Non lo avevo mai notato prima. Ora il mio sguardo è fermo, attento. Quelle mani debbono stare ferme. Lì, attraverso quelle piccole vene, passa ciò che la sta tenendo in vita.

Ho trascorso la notte così, i miei occhi fissi su quelle mani. E quando i miei occhi sono stati stanchi, ho appoggiato le mie mani sulle sue per sentire ogni minimo movimento.

Mamma, le tue mani laboriose non sono capaci di stare ferme. Un po’ tagli, un po’ cuci (la tua grande passione) e poi, come mi hai detto poco fa, prepari il brodo.

Prima ti sei toccata la pancia, ti ho chiesto se avevi prurito e tu, con gli occhi di una ragazza felice, mi hai detto “ho qui un bambino”. Ti ho chiesto se non ne avevi avuti abbastanza e, colta in fallo, mi hai risposto che se tu fossi stata giovane ne avresti fatti ancora “miga che strangossa, sat, ma el farìa”.

Cara mamma, sto qui e ti guardo e cerco di fissare nella memoria il tuo viso. Sofferente, stanco, ma pur sempre il viso della donna che amo e che mi ha accompagnata in questi 44 anni di vita insieme.

26 agosto 2012

16.03.1947

Mia madre a vent’anni

Una farfalla vola il suo bianco, Mariangela Gualtieri

Una farfalla vola il suo bianco.
Il cielo respira nel sereno.
E’ mattino pieno in questa parte
e c’è una mano sul tavolino
una mano poggiata alla fronte.
Ansima un cane molto vicino.
Un’aria fresca dalla finestra.
Un vetro riflette una cima
di pianta da cui parte un filo
luccicante di ragnatela.
Popolata è la terra di sostanze
e le belle forme ricoprono il pianeta
e la mano che scrive è così lieta ora
che pensa “offro questa pace
a chi è dentro una pena grande”.
Si spicca in quel mentre un volo
e quel niente che accade
pare un andare a bere
nell’intera sostanza che nutre.
Una preghiera pare tutto
il cielo. Una preghiera il verde
delle piante.

Mari68

Dobbiamo vivere ogni momento.

Non esiste una persona giusta per noi. Esiste una persona che, se ti fermi un attimo a pensare, è in realtà la persona sbagliata. Perchè la persona giusta fa tutto giusto, arriva puntuale, dice le cose giuste, fa le cose giuste, ma non abbiamo sempre bisogno delle cose giuste. La persona sbagliata ti fa perdere la testa, fare pazzie, scappare il tempo, morire d’amore. Verrà il giorno in cui la persona sbagliata non ti cercherà e sarà proprio in quel momento in cui vi incontrerete che il vostro donarsi l’un l’altra sarà più vero. La persona sbagliata è, in realtà, quello che la gente definisce una persona giusta. Quella persona ti farà piangere, ma un’ora dopo ti asciugherà le lacrime. Quella persona ti farà perdere il sonno, ma ti darà in cambio una notte d’amore indimenticabile. Quella persona forse ti ferisce e dopo ti riempie di gentilezze chiedendo il tuo perdono. Quella persona potrà anche non essere sempre al tuo fianco ma ti penserà in continuazione. E’ bene che ci sia una persona sbagliata per ognuno di noi perché la vita non è sicura, niente qui è sicuro, quello che è proprio sicuro è che dobbiamo vivere, ogni momento, ogni secondo, amando, sorridendo, piangendo, emozionando, pensando, agendo, desiderando, ottenendo.

Luis Fernando Verissimo

18 marzo 2013

… e c’è chi danza.

C’è chi nasce per star seduto sulla riva di un fiume,
c’è chi viene colpito dal fulmine,
c’è chi ha orecchio per la musica,
c’é chi è artista,
c’è chi nuota,
c’é chi è esperto di bottoni,
c’è chi conosce Shakespeare,
c’è chi nasce madre
e c’è anche chi danza…

Dove.

Ho aperto la porta. Il freddo mi ha accolta. Il freddo di una casa vuota. Quella stessa casa in cui quando arrivavamo  la prima domanda era “dov’è la mamma?”. Me lo chiedo anche ora, dove sei? Non siamo riusciti ancora a toccare nulla, tutto è lì, immobile, fermo a settembre. Le ciabatte, il pigiama pulito. Le tazzine del caffè, nella vetrinetta. La posta. L’unica cosa è che tu sei contenuta in una fotografia, ora, vicina a quella di papà.

Ho chiuso, non ce l’ho fatta. Però mamma una cosa te la devo dire, sono fiorite le tue violette africane.

Saintpaulia

I giusti


Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che premedita un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

Jorge Luis Borges
da La cifra (1981)

Jorge Luis Borges