Il 2011 che se ne va

Ci risiamo. Un altro anno se ne va portandosi via qualche misfatto e poche novità della mia vita. Bilanci? No, grazie. Non vorrei iniziare già male il 2012.

Però, mi rimane un grazie da dire. Io non li conosco, ma la sera del 12 novembre sarei voluta essere con quel gruppo di musicisti raggruppati sotto il nome di Resistenza musicale permanente a cantare in Piazza del Quirinale  l’Hallelujah di Haendel. Quale pagina migliore per gioire insieme? E non mi si venga a dire che non c’era da festeggiare. Vent’anni di sottomissione ad uno stato di cose lontano dal mio  modo di pensare meritano dei festeggiamenti sani, come quello di cantare e suonare una pagina tra le più importanti nella storia della musica. Per dimostrare che c’è un’altra Italia, dove ci sono donne e uomini che studiano, lavorano e tengono alto il nome di  questa terra che ha perso i propri fasti nelle nefandezze della politica e, più in generale, del potere.

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