Tempus fugit

Questa mattina mi sono svegliata con un pensiero. Il tempo. Passa troppo in fretta. Me lo sento scivolar via tra le mani. Sto invecchiando, insieme ad i miei amici e le persone che amo.

Poi sono andata al lavoro. L’orologio segnava le 8.14 mentre strisciavo il badge. Si ripartiva. E mi sono sentita soffocare. Entravo lungo quel corridoio e mi sgridavo  “zitta tu, sei fortunata ad averlo, un lavoro” ed un lavoro sicuro, almeno fino ad oggi. Ma non cambiava, la sensazione era quella. 

Sento di essere aggrovigliata in un filo lungo e contorto. Il lavoro c’è, ed allora ho comprato casa e fatto un mutuo. E non posso lasciare il lavoro, perché c’è la casa ed il mutuo. Era quello che volevo? Non so, torno ragazza ed i sogni erano tanti. Uno, grande, è in un cassetto sommerso da mille altre cose. E mi sembra di non avere più il necessario coraggio per disseppellirlo.

Ed il tempo, imperterrito, scorre.

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