Rapita

Era freddo. La faccia mi bruciava e non vedevo l’ora di essere accolta nella calda pancia della biblioteca. Mi avvicinai alla piazzetta del Mart e sentii una musica. Pensavo fosse l’installazione che avevo visto e sentito tante volte. Invece, tra le lettere cubitali presenti nella piazza M E M O R I A – O B L I O, vedo spuntare una chitarra. Delle dita scorrono a rubare degli accordi.

Ed una voce di ragazza. Incantevole. La piazza del Mart rispondeva alla ragazza con la sua acustica da chiesa. La accoglieva e la amplificava. La sospingeva in alto e la faceva ricadere, con mille e più armonici, come fiocchi di neve sulla gente infreddolita che passava.

Ed io l’avrei abbracciata, quella ragazza. Per dirle semplicemente grazie.

foto di Alessandro Ruvoletto (grazie!)

 

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