Ricordarsi di respirare

Sto riempiendo la mia vita di cose da fare, di progetti, di attività.
Forse è solo un modo per non affrontare ciò che mi sta attanagliando.
La necessità di seppellire sotto montagne di impegni tutto ciò che non voglio affrontare.

Poi arriva qualcosa, un fatto, una persona e mi sbarra la strada.
Mi dice fermati, rifletti.
Respira.
Metti ordine.

Allora riprendo in mano, sfoglio e risfoglio libri già letti.
Un pensiero oppure il desiderio di ritrovare frasi amiche.
E, quando li apro, capisco perché ci sono così intimamente legata.
Mi hanno più volte salvata quando stavo per affogare.
Sono il legno al quale mi aggrappo per non affondare, di nuovo.
Mi prendono per i capelli e mi trascinano a riva.
Rileggo avidamente tutto ciò che avevo segnato
e ritrovo, per un po’, la via da seguire.
E il baricentro da cui ripartire.

E poi c’è il vento.
Delle volte è così violento che mi scuote, si fa uragano.
Altre è una flebile brezza.
Mi dice guardami, parlami, affrontami, se vuoi.
Ma soprattutto ascoltami.

E mi guarda con gli occhi di mio figlio.

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