Ciao, zio.

Oggi ho accompagnato nel suo ultimo viaggio mio zio novantenne.
Uno zio che per me è sempre stato d’esempio. La sua tenacia e la sua volontà di vivere e imparare sono state per me come un faro illuminante. Non poté proseguire gli studi come lui avrebbe desiderato per l’improvvisa morte della madre e la necessità quindi, come secondogenito, di dare una mano alla famiglia. Ma la sua curiosità intellettuale non lo abbandonò mai. E nemmeno la sua voglia di avventura. Appena pensionato prese il brevetto di pilota, e ricordo me bambina salutarlo quando passava sopra il mio paese. Poi raggiunse un suo ex collega in Sudamerica, e vi rimase tre mesi, con grande sgomento della zia che temeva di non rivederlo più. La zia se ne è andata tanti anni fa, e zio Flavio ha continuato a seguire tutte le sue attività. E qualche anno fa riprese l’aereo per volare in Sudamerica, attraversarla da nord a sud con mio cugino per vedere le realtà dei missionari del nostro paese e, non ultima, per conoscere di persona la nipote di Isidoro, fratello di mia nonna, emigrato nel 1927 in Urugay sulla Principessa Mafalda, che si inabissò. Ma questa è un’altra storia.
Si è spento improvvisamente, con il libro “La casta” sul comodino e i suoi due quotidiani.
Zio, quando mi vedevi mi salutavi sempre con un “ciao nipote”. E allora ciao zio, farò mie le tue parole  “ricordatevi di avere sempre un sogno, un progetto, una mèta, ma anche ottimismo nella vita e la forza di non arrendervi per guardare ancora avanti”.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...