Preda

Ore 9.00 – apertura dello sportello al pubblico.
Entrano le persone che erano in attesa fuori dalla porta. E’ d’obbligo munirsi di numero (tipo al supermercato).
Nemmeno il tempo di alzare lo sguardo che due tizi iniziano a gridare.
La questione si riassume in questo. Il signore che stava aspettando fuori dalla porta da maggior tempo non è stato il più veloce a ritirare il biglietto (almeno questa è la versione dei fatti).
Io non sono in grado di stabilire chi sia arrivato prima, ma chiedo di abbassare i toni e di portare pazienza.
Loro insistono nel litigare minacciandosi in piedi davanti alla mia scrivania.
La questione è ulteriormente complicata, purtroppo, dal fatto che uno è italiano e l’altro straniero.
L’italiano offende lo straniero, naturalmente generalizzando.
Lo straniero non accetta, e grida più forte. La situazione sta degenerando, e chiedo aiuto alla collega che, pur non svolgendo la mia attività, fa accomodare al suo sportello lo straniero.
Conclusione.
Con il tizio italiano me la sbrigo in due minuti, una semplice delucidazione.
La collega con il tizio straniero se la sbriga in altri due minuti, si trattava di fare la fotocopia di un documento di identità.
Morale:
La cafonaggine è imperante, non ha confini.
Un po’ più di educazione e tolleranza e le cose sarebbero più semplici per tutti.

 

p.s.

 

Dimenticavo, in quel momento mi sono sentita la preda anche se non c’era nessuna lotta per la sopravvivenza in corso.

 

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