A mia madre

Oggi ho accompagnato mia madre nel suo ultimo viaggio.
Lei era una donna piena di voglia di vivere, fino all’ultimo ha avuto progetti e consigli per tutti noi.
Ed amava tutta la natura che ci circonda, i fiori, gli alberi, i prati, gli animali e le persone, sempre e nonostante tutto.
Se lei ne fosse stata capace, avrebbe scritto esattamente queste parole qui.

Ragazzo mio,
io non ho paura di morire.
Tuttavia, ogni tanto
mentre lavoro
nella solitudine della notte,
ho un sussulto nel cuore,
saziarsi della vita, figlio mio,
è impossibile.
Non vivere su questa terra come un inquilino,
o come un villeggiante stagionale.
Ricorda:
in questo mondo devi vivere saldo,
vivere
come nella casa paterna.
Credi al grano,
alla terra,
al mare,
ma prima di tutto – all’uomo.
Ama la nuvola,
il libro,
la macchina,
ma prima di tutto – l’uomo.
Senti in fondo al tuo cuore
il dolore del ramo che secca,
della stella che si spegne
della bestia ferita,
ma prima di tutto – il dolore dell’uomo.
Godi di tutti i beni terrestri,
del sole,
della pioggia
e della neve,
dell’inverno e dell’estate,
del buio e della luce,
ma prima di tutto –
godi dell’uomo.

Nazim Hikmet

3 thoughts on “A mia madre

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