Lavoro.4

Ho incontrato Angelo. Lo incontro spesso, o forse è meglio dire che è lui che spesso viene a farmi visita. Non solo a me, ma a tutte le mie colleghe.
Angelo ha 46 anni, un passato da alcolista e una famiglia che – secondo lui – non lo ha mai amato.
Ci ha conosciute per lavoro. Noi gli paghiamo la sua pensione di invalidità. E quando non sa che fare, passa a fare due chiacchiere.
E’ tornato, dicevo, l’altro giorno. Quando mi vede mi dice, con sguardo serio e preoccupato, che è venuto per salutarci. E gli chiedo come mai. Mi dice che ha un presentimento, che non arriverà all’anno prossimo.
Io inizio a scherzarci su – ma come Angelo, che dici, come facciamo noi senza di te? Perché è vero, Angelo lo conosciamo da 18 anni, fa quasi parte del nostro ufficio.
Angelo dice che questa non è vita. Non ha torto, lo so. Ho cercato però di convincerlo a godersi il suo tempo libero, gli ho proposto di trovare un lavoro come volontario, fare un corso, andare in biblioteca a leggere qualcosa.
Ma era stanco, l’ho visto. E mi ha detto che gli impiegati della sua banca gli hanno promesso che gli porteranno un cuscino di rose. Naturalmente si riferiva al suo funerale.
E tu, me la porti una rosa? mi ha chiesto.
Noi, Angelo, veniamo a cantare – gli ho risposto sorridendo.
E lui era felice, perché sa che sarà così.
Poi mi ha confessato di aver fatto testamento. Vuole lasciare tutto non alla sua famiglia, che secondo lui non l’ha curato ed amato, ma ad un’altra persona.
Mi sono premurata di chiedergli se l’aveva fatto bene, scritto a mano, con la sua firma e la data, perché è giusto che una persona, che non può disporre della vita come gli pare, almeno possa disporre della morte.
Sì, sì – mi ha risposto – e l’ho messo dietro ad un quadro.
Ma Angelo, devi dirlo a qualcuno che è dietro a un quadro, altrimenti non lo trovano.
Ti immagini – dice – quando spostano il quadro e paf, cade la busta. Mia madre e mia sorella, quando lo leggeranno, resteranno a bocca aperta.
Ok, Angelo, ma devi dirlo a qualcuno dov’è, dillo ad un tuo amico o al tuo avvocato…
No, non mi fido di nessuno, io.
Allora facciamo così, Angelo, ora lo so io. E adesso vai a prendere un po’ d’aria e un po’ di sole, vedrai che poi starai meglio. E torna presto a trovarci, mi raccomando, ti aspettiamo.

fotografia di M. Raffaelli

fotografia di M. Raffaelli

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