Musicoterapia

Max stava così male che fu sul punto di svenire. Dolori lancinanti lo fecero crollare piegato in due sul pavimento della cucina. Aveva la schiena in fiamme. Gemeva e piangeva: il dolore della separazione era incontenibile. Pianse disperato. Poco prima che Emma tornasse, riuscì a trascinarsi a letto. Lei lo trovò lì, profondamente addormentato.

Nei giorni seguenti volle rimanere lì e ascoltare Händel. La musica era stata la consolazione dei suoi genitori: ogni volta che le parole erano inadeguate e il male di vivere prendeva il sopravvento, ascoltavano un disco o andavano a un concerto.

Avevano avuto serenità dai minuetti di Mozart, la severe fughe di Bach avevano riportato l’ordine nella loro vita, i concerti per tromba di Telemann avevano restituito continuamente la fede in Dio e Händel aveva sempre regalato loro la sensazione di essere speciali. Solo molto raramente ascoltavano Čajkovskji e Beethoven, che ritenevano troppo perfetti.

da La felicità di Emma, di Claudia Schreiber

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...