Mangia che diventi grande

L’altra mattina, andando a lavorare, ho incontrato una mamma con dei bambini piccoli, tutti sotto i cinque anni. Dopo giorni di pioggia era uscito il sole e, con i loro vestitini estivi, probabilmente stavano andando a un asilo estivo.

Mentre camminavano sbocconcellavano un panino, una colazione frettolosa nel probabile tentativo della madre di non fare tardi al lavoro e di portare i bimbi in tempo.

Un anziano, che stava camminando lentamente nella loro direzione si ferma, mani incrociate dietro la schiena, li guarda e, sorridendo, li incita con un “mangia che diventi grande”.

Dicono che una delle dimostrazioni d’affetto di una madre nei confronti dei figli è quando ti chiede se hai mangiato. Sicuramente era così per i genitori delle passate generazioni che, non solo avevano conosciuto la fame, ma erano anche incapaci di dimostrazioni di affetto alternative. I miei genitori erano così.

Mia madre mi chiedeva sempre, quando andavo a trovarla, se avevo mangiato. E mio padre non mancava di incitare i nipoti con un “magna che te deventi grant”. Per ultimo, l’ha detto a mio figlio.

 

 

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